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Titolo:Meravigliosa Namibia
di: Raffaella
October 6, 2013, 4:11 pm

Sono rientrata da circa un mese da un viaggio in Namibia che mi ha dato profonde emozioni. Abbiamo viaggiato in 4 persone, io, mio marito ed una coppia di amici accompagnati da Samuele, driver e guida: abbiamo percorso oltre 4500 chilometri su strade prevalentemente sterrate o di sabbia, attraversando l’area centro-nord del paese. Il viaggio e' incominciato nel deserto: prima il Kalahari, al confine con il Botswana, e poi il meraviglioso Namib, il deserto rosso. Nel Namib abbiamo scalato la Duna 45 ed abbiamo raggiunto con una bella passeggiata, in compagnia di un orice solitario, la suggestiva Dead vlei, una spianata bianca tra le dune rosse, con tronchi di acacia secchi, morti. Abbiamo attraversato anche il deserto più incredibile che abbia mai visto: la zona nord del Namib che circonda Swakopmund e Walvis Bay. Con un fuoristrada abbiamo solcato dune infinite fino a raggiungere un punto in cui le dune di sabbia finiscono a precipizio nell’Oceano Atlantico. Da qui siamo scesi a piedi lungo una duna fino alla striscia di spiaggia, dove ci attendeva il fuoristrada. Poi, veloci, siamo tornati indietro prima che l’alta marea sommergesse la spiaggia cancellando la strada. E’ un’emozione incredibile, accompagnata al tramonto del sole che rende, con i suoi luce e colori, il paesaggio circostante ancora più affascinante. Il Red Dunes lodge, nel Kalahari ed il Desert Homestead nel Namib, dove abbiamo alloggiato, sono accoglienti, tranquilli, in posizioni strepitose nella natura. Consiglierei anche il sorvolo del Namib: i colori della distesa di dune toccate dai raggi solari al tramonto sono veramente belli. Circondata dal Deserto c’é la cittadina di Swakopmund, di aspetto tipicamente tedesco e Walvis Bay. La crociera a Walvis Bay ci ha permesso di avvicinare animali marini: pellicani e gabbiani che volavano poco sopra le nostre teste, delfini che guizzavano dall’acqua e colonie di otarie ai bordi della baia. Qualche otaria coraggiosa é salita sulla nostra barca per mangiare!! Abbiamo poi attraversato il Damaraland, una regione arida, circondata da montagne, abitata dai Damara, una delle antiche popolazioni della Namibia: i Damara comunicano tra loro mediante schiocchi della lingua. Abbiamo soggiornato al Twyfelfontein lodge, che si trova in posizione strepitosa sotto le rocce rosse di arenaria: questa zona é tutelata dall’UNESCO perché sono stati trovati dei graffiti e delle pitture rupestri, antica opera dei boscimani, che raffigurano animali che vivevano in queste terre ed anche le loro impronte. Nell’arido Damaraland abbiamo fatto il primo safari alla ricerca dei rari elefanti del deserto, capaci di restare più giorni senza bere: siamo stati fortunati perché abbiamo visto un branco di 19 elefanti con tanto di cuccioli. Sulle strade del Nord del Namibia abbiamo incontrato le zebre di montagna, un’altra specie di zebre che si é adattata a vivere in aree montuose. Dopo il Damaraland abbiamo attraversato il Kaokaland, la regione degli Himba, una popolazione di pastori seminomadi che vive in gran parte secondo le loro antiche tradizioni. Nel villaggio Himba che abbiamo visitato c’erano solo donne e bambini perché gli uomini erano a pascolare gli animali. Gli Himba vivono in capanne di fango e paglia circondate da un recinto di sterpi. Le donne Himba si colorano il corpo e i capelli con un impasto di ocra e grasso che le da’ un caratteristico colorito rossastro e portano acconciature e gioielli diversi a seconda dell’età e della condizione di nubile o coniugata. Bambini sorridenti ci sono corsi incontro: io e Mabel, la mia amica, abbiamo fatto subito amicizia con loro. Ci hanno toccato, hanno voluto vedere i nostri foulards, gli orologi, gli anelli, ci siamo presentati (i loro nomi sono per noi difficili mentre loro riuscivano a ripetere i nostri e li ricordavano) ed abbiamo giocato. Abbiamo saltato, fatto il girotondo, battuto le mani facendo ridere e divertire questi bambini che apprezzano ogni piccolo gesto e si divertono con poco. Nei giorni successivi abbiamo visitato anche un villaggio dei San, i Boscimani: questo villaggio é un museo vivente perché i Boscimani, cacciati nel nordest della Namibia ed in Botswana, orgogliosi delle loro tradizioni, hanno avuto dal governo della Namibia il permesso di creare questo museo etnografico, utilizzando i proventi per la tutela della loro cultura. I San sono cacciatori ed hanno uno stile di vita da “primitivo”: accendono il fuoco con la pietra, cacciano con arco e frecce, usano delle trappole rudimentali per catturare la selvaggina e si curano con piante medicinali; parlano un linguaggio a schiocco. Sono meno simpatici degli Himba ma hanno una cultura interessante che ti fa riflettere su come fosse la vita di tutti i popoli in tempi preistorici. Poi finalmente il grande parco Etosha. Di animali ne abbiamo visti tanti: zebre, giraffe, springbok, impala, orici, kudu, struzzi, elefanti e tanti uccelli. Abbiamo visto solo 2 leoni e da lontano ma il loro ruggito ha accompagnato il nostro sonno all’ Okaukuejo Camp. Abbiamo avuto la fortuna di vedere i rinoceronti neri, animali mastodontici. I tre giorni di safari sono stati molto interessanti: a differenza dei safari in Tanzania, dove ci sono più’ animali ed i parchi sono meno estesi dell’Etosha, qui bisogna recarsi alle pozze d’acqua ed attendere l’arrivo degli animali. Il parco é arido, caratterizzato da aree steppose alternate a boschi di acacia e cespugli. Lungo le strade sterrate che lo attraversano si possono incontrare animali che non sempre sono però vicini. E’ consigliato l’alloggio all’interno del parco. Il Dolomite camp é il campo tendato più bello in cui abbia alloggiato: le tende sono posizionate su una collina, sono arredate in modo elegante ed hanno una terrazza con splendida vista sulla savana. Non é recintato e quindi dopo il tramonto ci si sposta con piccole auto elettriche guidate dal personale del camp. L’Okaukuejo Camp é caotico, troppo affollato, ma la scelta delle stanze in posizione privilegiata vicino alla waterhole é ottima: si può sostare per ore ed anche di notte e poi, si avvertono i rumori degli animali che si trovano nelle vicinanze. Mi é piaciuto anche il Namutoni, il vecchio forte tedesco trasformato in struttura turistica che oltre al lodge, a punti di ristoro e negozi ospita un museo con la storia del parco e la storia del colonialismo tedesco in Namibia. Dopo l’Etosha il viaggio volge al termine. L’ultima giornata la trascorriamo al Mount Etjo lodge, un posto fantastico: un’oasi, un giardino sulle rive di un fiume con ippopotami a distanza ravvicinata, antilopi d’acqua e molti uccelli. E’ un ambiente rilassante, dove abbiamo preso il sole al bordo della piscina in mezzo ad un prato verdissimo. Le stanze sono delle suite costituite da: soggiorno, camera da letto ed un enorme bagno con vasca Jacuzzi nella quale io e Sergio abbiamo fatto un bagno ristoratore. Prima del volo per l’Italia abbiamo qualche ora di tempo libero a Windhoek dove abbiamo fatto shopping e visitato il Museo Nazionale, che raccoglie documenti sulla storia del paese ed in particolare sull’indipendenza. Ritorniamo in Italia, ma costante è il ricordo di questo paese che mi ha profondamente colpito per la sua bellezza, per il clima, per le persone gentili e disponibili e per l’atmosfera familiare che ho vissuto in queste 2 settimane. Il ricordo più bello riguarda le Epupa Falls, un’oasi verde comparsa all’improvviso in mezzo al deserto: le palme makalani, i Baobab ,la schiuma della cascata e gli arcobaleni prodotti dall’acqua scorrono davanti ai miei occhi e lo scrosciare dell’acqua delle cascate mi ricorda la notte che ho trascorso in tenda sulle rive del fiume Kunene. Ringrazio Nadia per aver organizzato questo viaggio consentendoci di conoscere in modo accurato e profondo il paese e grazie anche a Samuele per averci insegnato ad amare la Namibia con i suoi animali, i suoi bellissimi paesaggi ma anche le persone che la popolano.

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